Non lasciate Gimigliano…troppo.. sola

Povera Gimigliano!!! Gli ultimi anni di vita di questa piccola comunità  sono stati davvero funesti, quasi un accanimento delle forze della natura, se non una vendetta laddove l’uomo ha peccato nei suoi confronti o di peccato di negligenza.

I canali di raccolta acque sono sempre la causa dei suoi principali problemi.

Succede nei primi anni 90 quando una zona dell rione san Giorgio cede mettendo a grosso rischio le abitazioni sovrastanti.

Succede nel 2010 quando i canali di raccolta acque bianche diventano principale concausa del cedimento del ponte a grande arcata che ha portato a “isolare” da Gimigliano gli abitanti di contrada Patia ed il collegamento con la vicina Tiriolo; quando alcune abitazioni vengono dichiarate inagibili a causa dell\’esondazione dei canali di raccolta; quando la strada provinciale, nella frazione Cavorà , cede incredibilmente proponendo il baratro sotto.

Succede oggi, lo scorso 19 novembre, quando un surreale temporale in grado di isolare la comunità (rischiando anche di spaccarla a due!) e creare disagi, non da ribalta ma gravi, ad alcune famiglie con sempre la stessa concausa di sottofondo.

Dal tutto, piccole ma grandi notazioni. Tanti sono stati negli anni gli interventi ed i tentativi di ripristino che però sembra abbiano portato a poche conclusioni concrete od addirittura alla necessità  di dover reintervenire per completare o riparare.

Riferendoci al solo recente, la zona della galleria paramassi di Cavorà (SP per Catanzaro), è stata da sempre “osservata speciale” dai cittadini di passaggio per la copiosità  delle sue frane(che neanche le mini-barriere, una ventina d\’anni fa costruite, riuscivano piu’ a trattenere e per la presenza di massi sporgenti sulla sommità  che davano l’impressione del “cado non cado”. Fa specie inoltre che il grosso della “lava di fango” sia sia verificato in una zona oggetto di allargamento della strada ultimata giusto pochi mesi fa.

La galleria paramassi sulla Gimigliano-Tiriolo, realizzata meno di dieci anni fa, è gia’  decadente e monitorata da un pezzo per capire il suo leitmotiv “ballerino”.

Il ponte “Patia” sta aspettando di diventare “….quello da vivere” e tiracchia sulla via della sua precaria(?)corsia semaforica tra un lavoro di completamento ed un monitoraggio.

Oltrepassando, sulla Gimigliano-Tiriolo, tra lavori fatti male(metano) e pulizia delle cunette(assente), si arriva alla frazione Soluri dove il monte Tiriolo ricorda ai passanti, ad ogni piovuta, la sua origine di natura vulcanica.

La via Maria SS di Porto, nella tratta di collegamento verso il centro Superiore del Paese, nonostante i lavori di bonifica della montagna, nel tentativo di reinstradare l’antica canale dell’acqua, perde pezzi di muro, di pietrisco e….di strada.

Se non bastasse anche il muro di contenimento realizzato vicino al Comune circa dieci anni fa non sembra rassicurante a vederlo e la “strata nova”, in uscita da Gimigliano, famosa per i suoi movimenti.

Con essa tutta la vecchia Provinciale che porta a Catanzaro facendo il “giro montano”, passando dalla zona del lago(che non c’è) del Melito, non è particolarmente in forma.

I cittadini gimiglianesi, senza citare troppo la “crisi nazionale”, vivono periodi di angosce e paure continue dovute all”instabilità  del paese.

Per tal motivo talvolta si rischia di dire “va bene” a tutto, purchè¨ si “possa passare”, purchè si possa avere una via di uscita od anche una via alternativa alla via di uscita, nel caso la prima non fosse piu’ disponibile.

Ma non basta la “strada del lacco” come alternativa per pensare che ancora ce la possiamo fare, nè tantomeno puo’ essere un paliativo la linea Ferroviaria della Calabro, visto che le sue note problematiche degli ultimi anni sono state l\’unica garanzia per i cittadini.

Oggi si apprende dal web della concreta proposta della Provincia di Catanzaro, sicuramente presa in questo periodo dalle problematiche maltempo che purtroppo non hanno toccato solo Gimigliano, per l’inizio dei lavori di ripristino provvisorio della strada 34/2 per Catanzaro.

Sicuramente è stato importante avere un parere tecnico accurato sulle soluzioni da intraprendere, sicuramente quanto espresso dai tecnici, in merito ai fabbisogni di Gimigliano, ha avuto bisogno di particolari studi per avere le più accurate definizioni, così come particolari dovranno essere le attenzioni(sicuramente non inferiori a quelle di cui hanno bisogno gli altri paesi del catanzarese e del crotonese) e i riconoscimenti dall’ente Stato per essere realizzati.

I cittadini gimiglianesi chiedono solo chiarezza e talvolta è questo il clamore vorrebbero  risaltasse da questo empasse generale. Sarebbe giusto uscisse fuori adesso il senso di bisogno e di stanchezza perchè la piccola cittadina ha bisogno oltre al fatto di essere insignita del titolo di Città  e di avere una Basilica Minore.

La diffidenza verso la classe politica dirigente nata negli ultimi anni va in questa direzione ed è proprio dovuta al “detto non detto”, al “vorrei ma non posso”, al “ti ascolto ma non ti parlo”.

Gimigliano, ahinoi, manca da anni ormai tra le rappresentanze politiche regionali(con le sue riconosciute colpe!) e sembra essere diventata solo “terra di voti”, di vertiginosi aumenti di tasse e di…niente piu’.

Perde gli uffici postali, le scuole e la loro visibilità , a vantaggio di altri comuni, quasi senza poter battere ciglio( e in alcuni casi anche senza volerlo battere, per carità !), solo perchè gli altri lo vogliono di piu'(?)…. o solo perchè si pensa che a noi “ci basta passare”?!. Per non parlare dei problemi di illuminazione pubblica, dell’acqua che manca improvvisamente per poi ritornare altrettanto improvvisamente, a settimane alterne.

Non sarà  più così!! E lo crediamo….. perciò ci auguriamo insieme ad una miglior chiarezza per il prosieguo , anche in onore della tanto celebrata “Madonna di Porto”, Patrona della Provincia di Catanzaro, che non siano i canali sommersi di raccolta acque, e le varie cause “accidentali”, a portarsi via il paese.

NB : strada provinciale per Porto, piccola frana in quel 19 novembre, serve solo un motocarro ed un omino di buona volontà  per pulire la strada e levare quel bidone.

byDT

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Autore dell'articolo: iscgim